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Cosa succede durante una lettura dei Registri Akashici?

Immagina di esserti deciso a fare una lettura dei Registri Akashici. Hai preparato le tue domande, ma non sai bene cosa aspettarti: cosa succede durante la sessione? Cosa si può percepire? Come arrivano le risposte?

Una lettura può essere vissuta in modi differenti a seconda della pratica utilizzata e della sensibilità della persona, ma generalmente segue alcune fasi: preparazione, apertura dei Registri, domande, ascolto delle risposte e chiusura.

Se invece non sai ancora bene cosa siano, puoi partire dalla mia guida ai Registri Akashici, dove spiego cosa sono, come funzionano e come si consultano.

 

Prima della lettura: preparare le domande

Prima di iniziare può essere utile dedicare qualche minuto a capire cosa vuoi realmente esplorare.

Non è necessario arrivare con una lunga lista. A volte poche domande ben formulate sono più utili di dieci domande generiche.

Puoi interrogarti su relazioni, lavoro, decisioni, schemi ricorrenti, crescita personale o percorso spirituale.

Preferisco utilizzare domande aperte, che lascino spazio alla riflessione.

Per esempio, invece di:

Cambierò lavoro?

puoi chiedere:

Cosa posso comprendere della mia situazione professionale attuale?

Se hai difficoltà a capire cosa chiedere, trovi molti esempi nella guida su come formulare domande per i Registri Akashici.

 

L’apertura dei Registri Akashici

La lettura inizia generalmente con un momento di raccoglimento e con l’apertura dei Registri.

Il metodo può cambiare a seconda della pratica seguita. Alcune scuole utilizzano una preghiera, altre meditazione, visualizzazione o tecniche specifiche.

L’obiettivo è creare uno spazio nel quale lasciare momentaneamente da parte le distrazioni quotidiane e concentrarsi sull’intenzione della lettura.

Alcune persone raccontano di percepire sensazioni particolari durante questa fase; altre non avvertono nulla di insolito.

Non sentire qualcosa di spettacolare non significa che tu stia facendo qualcosa di sbagliato.

Cosa succede quando vengono poste le domande?

Una volta aperti i Registri, si può iniziare a lavorare sulle domande preparate.

Durante una lettura condotta da un’altra persona, puoi esporre la questione che vuoi approfondire e lasciare che chi conduce la sessione condivida ciò che emerge.

Se invece stai lavorando autonomamente, puoi formulare la domanda e concederti qualche momento di ascolto senza cercare di costruire immediatamente una risposta.

Può essere utile procedere una domanda alla volta, approfondendo eventualmente ciò che emerge prima di passare alla successiva.

A volte, infatti, una risposta porta spontaneamente a una nuova domanda che non avevi previsto.

Come arrivano le risposte?

Questa è probabilmente la parte che suscita maggiore curiosità.

Non aspettarti necessariamente una voce che inizi a dettare risposte complete.

A seconda della persona e della pratica, durante una lettura possono emergere:

  • pensieri improvvisi;
  • immagini;
  • ricordi;
  • parole o frasi;
  • sensazioni;
  • associazioni;
  • intuizioni.

L’esperienza è molto soggettiva.

Per questo considero importante non presentare automaticamente ogni sensazione come una verità oggettiva. Ciò che emerge durante la lettura può essere accolto, osservato e successivamente confrontato con la propria esperienza.

Si può interpretare male ciò che emerge?

Sì.

Chi conduce una lettura rimane comunque una persona con il proprio vissuto, le proprie convinzioni e il proprio modo di interpretare ciò che percepisce.

Per questo ritengo importante distinguere, per quanto possibile, tra ciò che emerge durante la lettura e l’interpretazione personale che ne viene data.

Se un’informazione non risuona con te, non devi sentirti obbligato ad accettarla.

Una lettura dovrebbe offrirti nuovi elementi sui quali riflettere, non sostituirsi alla tua capacità di decidere.

La lettura dei Registri Akashici per un’altra persona

Quando la lettura riguarda un’altra persona entra in gioco un aspetto per me fondamentale: il consenso.

Non considero corretto utilizzare una lettura per cercare di entrare nella vita interiore di qualcuno che non ha scelto di partecipare.

Durante una sessione per un’altra persona seguirei quindi alcuni principi molto semplici:

  • chiedere sempre il consenso;
  • rispettare la riservatezza di ciò che viene condiviso;
  • evitare di imporre interpretazioni;
  • distinguere ciò che emerge dalla propria opinione personale;
  • lasciare alla persona la libertà di accogliere o meno quanto ricevuto.

Anche le domande dovrebbero possibilmente rimanere centrate sulla persona che sta ricevendo la lettura.

Invece di cercare di sapere:

Cosa pensa quella persona di me?

può essere più utile esplorare:

Cosa posso comprendere della relazione che sto vivendo?

La chiusura della lettura

Terminato il lavoro sulle domande, arriva il momento della chiusura.

Anche qui le modalità dipendono dalla pratica utilizzata. Può essere prevista una formula specifica, una preghiera oppure semplicemente un momento nel quale ringraziare e considerare conclusa la sessione.

Personalmente trovo utile che questo passaggio sia ben riconoscibile.

Segna il confine tra il momento dedicato all’ascolto e il ritorno alla quotidianità.

Dopo la chiusura puoi concederti qualche minuto di tranquillità prima di tornare alle normali attività.

Il Consiglio di Un Ciarlatano

La prossima volta che entri nei Registri, prova a non chiedere subito nulla.

Fermati.

Respira.

Rimani qualche istante in ascolto senza aspettarti immagini, voci o sensazioni particolari.

Poi formula una sola domanda.

Annota ciò che emerge, anche se sul momento ti sembra banale o poco significativo.

E soprattutto, una volta terminata la lettura, non cercare immediatamente un’altra risposta.

Lascia passare un po’ di tempo.

A volte comprendiamo davvero ciò che abbiamo ricevuto soltanto quando smettiamo di interrogarlo.

Cosa fare dopo una lettura dei Registri Akashici?

La lettura non deve necessariamente concludersi nel momento in cui vengono chiusi i Registri.

Può essere utile annotare ciò che è emerso, soprattutto le parti che ti hanno sorpreso o che non hai compreso immediatamente.

Nei giorni successivi puoi rileggere gli appunti e chiederti:

  • cosa mi ha colpito maggiormente?
  • qualcosa mi appare diverso rispetto al momento della lettura?
  • ho riconosciuto uno schema che prima non vedevo?
  • c’è un’azione concreta che voglio intraprendere?
  • c’è qualcosa che preferisco semplicemente lasciare sedimentare?

Non è necessario attribuire immediatamente un significato a ogni dettaglio.

A volte una riflessione diventa interessante proprio dopo qualche giorno.

Quanto dura una lettura?

Non esiste una durata universale.

Dipende dal metodo utilizzato, dal numero di domande e dal tipo di approfondimento.

Più che cercare di riempire un tempo prestabilito, considero importante lasciare alle domande lo spazio necessario senza trasformare la sessione in una corsa alla ricerca del maggior numero possibile di risposte.

Cosa si sente durante una lettura?

Non esiste una sensazione che tutti debbano necessariamente provare.

Qualcuno può sperimentare un forte coinvolgimento emotivo, qualcuno immagini o sensazioni, mentre per altri l’esperienza può essere molto più tranquilla.

Evita quindi di confrontare continuamente ciò che provi con il racconto di altre persone.

Una lettura non è meno significativa soltanto perché non hai visto luci, porte dorate o intere vite precedenti scorrerti davanti agli occhi.

Una lettura deve decidere al posto tuo?

No, e questo per me è uno dei punti più importanti.

Puoi utilizzare una lettura per osservare una situazione da un’altra prospettiva, interrogarti su uno schema o esplorare una decisione.

Ma la decisione rimane tua.

I Registri non dovrebbero diventare uno strumento da consultare continuamente prima di ogni scelta.

Se la pratica ti aiuta a sviluppare maggiore consapevolezza e autonomia, può diventare parte del tuo percorso. Se invece ti porta ad avere bisogno di una risposta esterna per ogni decisione, probabilmente è utile fermarsi e recuperare un po’ di distanza.

La domanda di un Ciarlatano

Se entrassi nei tuoi Registri sapendo che puoi fare una sola domanda, quale sceglieresti?

Non quella che pensi sia più spirituale.

Non quella che dovrebbe essere importante.

Quella alla quale, in questo momento della tua vita, vorresti davvero avere il coraggio di ascoltare una risposta.

In conclusione

Una lettura dei Registri Akashici non deve necessariamente essere un’esperienza spettacolare.

Può essere semplicemente uno spazio nel quale fermarti, formulare alcune domande e osservare ciò che emerge con curiosità.

La preparazione, l’apertura, le domande, l’ascolto e la chiusura costituiscono le fasi principali; ciò che rende personale l’esperienza è il modo in cui decidi di utilizzare ciò che hai ricevuto.

Se vuoi prepararti a una sessione, puoi partire dalla guida su come formulare domande per i Registri Akashici.

 

Se invece vuoi approfondire l’argomento dalle basi, trovi qui la mia guida completa ai Registri Akashici.

Se preferisci essere accompagnato durante questa esperienza, puoi infine scoprire come funziona la mia Lettura dei Registri Akashici.

 

 

La lettura dei Registri Akashici è un atto di consapevolezza.
Può essere un percorso di studio personale oppure un’esperienza da vivere accompagnati, quando senti che è il momento giusto.

👉 Se desideri comprendere a fondo come funziona una lettura, quali sono i principi etici e come praticare in modo autonomo e rispettoso, puoi approfondire nel libro sui Registri Akashici.

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