Quando qualcuno prende in mano un mazzo di Tarocchi per la prima volta, prima o poi arriva la domanda.
Funzionano davvero?
O, più precisamente:
i Tarocchi possono prevedere il futuro?
È una domanda apparentemente semplice, ma contiene almeno altre tre domande.
Esiste un futuro già scritto?
Le carte possono mostrarlo?
E se una lettura annuncia qualcosa, possiamo ancora cambiarlo?
Per secoli i Tarocchi sono stati utilizzati anche come strumento divinatorio. Se vuoi partire dalle basi, dalla loro storia alla struttura del mazzo, dagli Arcani Maggiori e Minori ai diversi modi di interpretarli, trovi tutto nella guida dedicata ai Tarocchi: significato, Arcani e come leggerli.
Sarebbe quindi strano parlare di Tarocchi cancellando completamente l’idea della previsione.
Ma tra dire che una carta può suggerire una possibile evoluzione e sostenere che 78 pezzi di cartone conoscano già nei dettagli ciò che accadrà martedì prossimo c’è parecchio spazio.
Ed è proprio quello spazio che mi interessa esplorare.
Tarocchi e futuro: da dove nasce l’idea della previsione?
I Tarocchi non nacquero originariamente come strumento per prevedere il futuro.
I primi mazzi comparvero nell’Italia del Quattrocento come carte da gioco. L’associazione sistematica tra Tarocchi, occultismo e divinazione si sviluppò soprattutto molti secoli dopo, in particolare tra Settecento e Ottocento.
Questo però non significa che la lettura divinatoria sia una tradizione inventata ieri.
Nel tempo si sono sviluppati sistemi complessi di interpretazione nei quali le carte possono rappresentare persone, situazioni, ostacoli, influenze e possibili sviluppi futuri.
Ancora oggi molte stese contengono esplicitamente posizioni dedicate al futuro.
La famosa Croce Celtica, per esempio, viene spesso utilizzata proprio per osservare l’evoluzione possibile di una situazione.
Quindi sì:
la previsione fa parte della storia moderna dei Tarocchi.
La domanda interessante è capire che cosa intendiamo per previsione.
Prevedere non significa necessariamente conoscere un destino già scritto
Immagina di vedere una persona camminare velocemente verso una porta chiusa senza accorgersene.
Potresti dire:
“Se continua così, finirà contro la porta.”
Hai previsto il futuro?
In un certo senso sì.
Ma non hai scoperto un destino inevitabile.
Hai osservato una situazione presente e immaginato una sua possibile evoluzione.
Se qualcuno avverte quella persona, il futuro cambia.
Questa distinzione può essere utile anche quando parliamo di Tarocchi.
Una lettura potrebbe essere considerata non necessariamente come la fotografia di qualcosa che deve accadere, ma come la rappresentazione simbolica di una direzione:
se la situazione continua così, dove potrebbe portare?
È molto diverso.
E soprattutto lascia ancora spazio alla cosa più importante:
quello che farai dopo la lettura.
Una carta non è una sentenza
Supponiamo che durante una lettura dedicata a una relazione compaia La Torre.
L’interpretazione più drammatica potrebbe essere:
“La relazione finirà.”
Ma La Torre può rappresentare molte cose: una struttura che non regge più, una rivelazione, una crisi, una convinzione che viene messa in discussione, un cambiamento improvviso.
La carta non contiene scritto il nome della persona, la data della separazione e il messaggio WhatsApp con cui avverrà.
Quello viene aggiunto dall’interpretazione.
E più l’interpretazione diventa specifica, più aumenta il rischio di confondere il simbolo con una certezza.
Una lettura più prudente potrebbe quindi diventare:
“In questa situazione sembra esserci qualcosa che potrebbe mettere in discussione l’equilibrio attuale. Che cosa nella relazione non è più così stabile come sembra?”
La carta è la stessa.
Ma nel secondo caso apre una domanda invece di chiudere il futuro.
Il problema delle profezie che iniziano a guidare le nostre scelte
C’è poi un altro problema.
Immagina che qualcuno ti dica:
“Entro tre mesi incontrerai una persona importante.”
Da quel momento potresti iniziare a osservare ogni nuovo incontro in maniera diversa.
La persona conosciuta al bar.
Il nuovo collega.
Qualcuno che ti scrive sui social.
Potresti attribuire maggiore importanza a coincidenze che normalmente avresti ignorato.
E se alla fine iniziassi davvero una relazione?
Sarebbe stata prevista dalle carte?
Oppure la previsione avrebbe modificato il tuo comportamento contribuendo indirettamente al risultato?
Non sempre possiamo separare facilmente le due cose.
È uno dei motivi per cui preferisco essere molto prudente davanti alle previsioni estremamente specifiche.
Una previsione può diventare parte della situazione che pretende di prevedere.
E allora perché alcune letture sembrano incredibilmente precise?
È probabilmente uno degli aspetti più affascinanti dei Tarocchi.
A volte esce una carta e sembra descrivere esattamente ciò che stiamo vivendo.
Altre volte una sequenza sembra raccontare una situazione con una precisione sorprendente.
Chi interpreta i Tarocchi spiritualmente può vedere in questi momenti sincronicità, intuizione o una forma di connessione con qualcosa che supera la semplice casualità.
Una spiegazione psicologica può invece chiamare in causa associazione, riconoscimento di schemi, interpretazione simbolica, aspettative e la nostra naturale capacità di trovare significati.
Non abbiamo bisogno di scegliere necessariamente una risposta definitiva ogni volta che giriamo una carta.
Possiamo anche riconoscere semplicemente una cosa:
un simbolo può far emergere qualcosa che fino a quel momento non stavamo guardando.
Ed è già parecchio interessante.
Tarocchi predittivi e Tarocchi introspettivi
Possiamo immaginare due estremi.
Da una parte:
“Dimmi cosa succederà.”
Dall’altra:
“Aiutami a capire meglio cosa sta succedendo.”
Tra questi due punti esistono moltissimi modi di leggere i Tarocchi.
Una lettura tradizionalmente divinatoria può cercare possibili sviluppi futuri.
Una lettura introspettiva può utilizzare le stesse carte per esplorare emozioni, paure, desideri e alternative.
Le due cose non devono necessariamente combattersi.
È possibile chiedere:
“Come potrebbe evolvere questa situazione se continuo nella direzione attuale?”
La domanda contiene ancora una dimensione futura.
Ma non presuppone che il futuro sia immutabile.
È la differenza tra chiedere alle carte una sentenza e utilizzarle per esplorare una possibilità.
Un libro per approfondire questo approccio
Se ti interessa una lettura dei Tarocchi che non si limiti alla semplice previsione, un classico che vale la pena conoscere è Rachel Pollack, Tarocchi. Settantotto Livelli di Saggezza.
Pollack esplora il simbolismo delle 78 carte e il loro utilizzo non soltanto divinatorio, ma anche come strumento di comprensione e conoscenza di sé. È quindi particolarmente vicino all’approccio utilizzato in questo articolo.
Puoi trovare Tarocchi. Settantotto Livelli di Saggezza di Rachel Pollack su Il Giardino dei Libri.
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Il futuro nei Tarocchi può essere una direzione
Questo è probabilmente il modo in cui preferisco pensare alla previsione attraverso i Tarocchi.
Non:
“Questo accadrà.”
Ma:
“Questa potrebbe essere una delle direzioni verso cui ti stai muovendo.”
Una direzione può essere osservata.
Può piacerti.
Può spaventarti.
Può anche essere cambiata.
In questo modo una carta futura non diventa meno interessante.
Diventa forse più utile.
Perché invece di aspettare che qualcosa accada puoi chiederti:
“Se questo è uno scenario possibile, cosa voglio farne?”
Ed è qui che la lettura torna nelle tue mani.
Cambiare la domanda cambia la lettura
Molte domande rivolte ai Tarocchi cercano una certezza.
E, come accade anche in altre pratiche introspettive, il modo in cui formuliamo una domanda può cambiare completamente ciò che riusciamo a osservare.
È un tema che abbiamo affrontato anche parlando di come formulare le domande per i Registri Akashici.
“Tornerà da me?”
“Troverò lavoro?”
“Questa relazione durerà?”
“Avrò successo?”
Sono domande comprensibili.
Quando siamo incerti, vogliamo sapere come finirà.
Ma possiamo provare a trasformarle.
Invece di:
“Tornerà da me?”
potremmo chiedere:
“Che cosa devo comprendere della relazione che sto vivendo?”
Invece di:
“Troverò lavoro?”
potremmo chiedere:
“Quali aspetti posso sviluppare per aumentare le mie possibilità professionali?”
Invece di:
“Questa relazione durerà?”
potremmo chiedere:
“Quali dinamiche stanno influenzando questa relazione?”
E invece di:
“Avrò successo?”
potremmo provare:
“Che cosa sta favorendo o ostacolando il progetto su cui sto lavorando?”
Il futuro non scompare.
Semplicemente smette di essere qualcosa che aspettiamo passivamente.
Una semplice stesa a tre carte sul futuro
Se vuoi sperimentare questo approccio, puoi utilizzare una stesa molto semplice.
Estrai tre carte.
1. Dove sono adesso?
La prima carta rappresenta la situazione presente.
Non chiederti soltanto cosa significa tradizionalmente.
Domandati:
che cosa riconosco della mia situazione in questo simbolo?
2. Dove sto andando?
La seconda carta rappresenta una possibile evoluzione se le dinamiche attuali continuano.
Non leggerla come:
“Questo accadrà.”
Prova invece:
“Se nulla cambia, quale direzione suggerisce questa carta?”
3. Che cosa posso fare?
La terza carta riporta la lettura alla scelta.
Può indicare un atteggiamento da esplorare, qualcosa da osservare o una possibilità che non avevi considerato.
A quel punto la stesa non è più soltanto:
presente → futuro
ma:
presente → possibilità → scelta
Ed è una differenza enorme.
Quando una lettura sul futuro diventa poco utile
C’è un momento in cui continuare a interrogare i Tarocchi può smettere di chiarire le cose.
Succede, per esempio, quando facciamo continuamente la stessa domanda.
Oggi:
“Mi scriverà?”
Domani:
“Quando mi scriverà?”
Dopodomani:
“Perché non mi ha ancora scritto?”
Poi cambiamo mazzo.
Poi cambiamo stesa.
Poi chiediamo a qualcun altro.
A quel punto non stiamo più cercando un simbolo con cui riflettere.
Stiamo cercando una risposta che elimini l’incertezza.
E probabilmente nessun numero di carte potrà farlo davvero.
I Tarocchi possono essere interessanti proprio perché introducono nuove prospettive.
Se vengono utilizzati soltanto per ottenere rassicurazioni continue, rischiano invece di restringerle.
Ci sono domande che non affiderei ai Tarocchi
Questo vale ancora di più quando una decisione riguarda conseguenze importanti.
Salute, sicurezza, questioni legali, investimenti o altre decisioni che richiedono competenze specifiche non dovrebbero dipendere da una carta estratta da un mazzo.
Puoi utilizzare un simbolo per riflettere su come ti senti davanti a una decisione.
Ma questo è diverso dall’utilizzarlo per sostituire informazioni, competenze professionali o valutazioni concrete.
Il fatto che attribuiamo un significato spirituale ai Tarocchi non obbliga a consegnare loro ogni decisione della nostra vita.
E il libero arbitrio?
Se il futuro fosse completamente immutabile, una lettura avrebbe uno strano problema.
Sapere ciò che accadrà non servirebbe praticamente a nulla.
Non potresti modificarlo.
Potresti soltanto aspettarlo.
Se invece esistono possibilità, tendenze e conseguenze legate alle nostre scelte, allora una lettura può assumere un significato diverso.
Può mostrare simbolicamente qualcosa che vale la pena osservare.
E noi possiamo decidere cosa farne.
Forse il punto non è stabilire una volta per tutte se esista il libero arbitrio assoluto.
Basta riconoscere qualcosa di molto più quotidiano:
le nostre decisioni hanno conseguenze.
E una lettura che dimentica completamente questo fatto rischia di renderci spettatori della nostra stessa vita.
La domanda di Un Ciarlatano
Immagina che qualcuno possa davvero mostrarti con assoluta certezza ciò che accadrà tra un anno.
Vorresti saperlo?
Prima di rispondere sì, prova a pensarci.
Sapere che qualcosa accadrà potrebbe cambiare il modo in cui vivi i prossimi dodici mesi.
Potrebbe farti evitare alcune esperienze.
Potrebbe farti inseguirne altre.
Potrebbe trasformare ogni coincidenza in un indizio.
E allora arriva una seconda domanda:
vuoi conoscere il futuro oppure vuoi sentirti più sicuro davanti all’incertezza?
Non sono necessariamente la stessa cosa.
I consigli di Un Ciarlatano
Non trasformare una carta in una condanna. Una lettura può suggerire una possibilità, ma la tua vita contiene molte più variabili di quelle rappresentate da una stesa.
Diffida delle certezze troppo precise. Date, eventi inevitabili e promesse assolute possono sembrare affascinanti proprio perché eliminano l’incertezza. Questo non le rende automaticamente vere.
Fai domande che ti restituiscano possibilità di azione. “Che cosa posso osservare?”, “Che cosa posso cambiare?” e “Quale dinamica non sto considerando?” spesso producono letture più utili di un semplice sì o no.
Non ripetere ossessivamente la stessa domanda. Se una lettura non ti dà la risposta che speravi, estrarre altre venti carte difficilmente renderà la situazione più chiara.
Ricordati che puoi non seguire le carte. Forse è il consiglio più importante. Una lettura può suggerire, provocare, mettere in discussione. La scelta rimane tua.
Domande frequenti sui Tarocchi e il futuro
I Tarocchi possono prevedere il futuro?
I Tarocchi vengono utilizzati da secoli anche con finalità divinatorie, ma non esistono prove che permettano di considerarli uno strumento capace di conoscere con certezza eventi futuri.
Possono però essere utilizzati simbolicamente per esplorare possibili sviluppi, aspettative e dinamiche presenti.
Una previsione dei Tarocchi può cambiare?
Se interpretiamo una lettura come rappresentazione di possibilità e tendenze anziché come destino immutabile, nuove informazioni, circostanze e soprattutto le nostre scelte possono modificare l’evoluzione della situazione.
Perché alcune letture sembrano così precise?
Le interpretazioni possono risultare sorprendentemente pertinenti.
Le spiegazioni proposte vanno dalla sincronicità e dall’intuizione, nelle interpretazioni spirituali, ai processi psicologici di associazione e riconoscimento di schemi.
Una lettura particolarmente significativa, da sola, non permette di stabilire quale spiegazione sia corretta.
Posso chiedere ai Tarocchi una data precisa?
Esistono tecniche divinatorie che associano carte e combinazioni a periodi temporali, ma una data ottenuta attraverso i Tarocchi non dovrebbe essere considerata una certezza.
È meglio fare domande aperte o domande sì/no?
Dipende dal metodo utilizzato, ma le domande aperte permettono generalmente di esplorare più aspetti della situazione.
Invece di limitare la lettura a “succederà oppure no?”, consentono di osservare dinamiche, ostacoli e possibilità.
Quante volte posso fare la stessa domanda?
Non esiste un numero obbligatorio.
Ma se continui a ripetere la stessa domanda finché non compare la risposta desiderata, probabilmente la lettura sta diventando meno utile.
Può essere più interessante aspettare che qualcosa nella situazione cambi prima di interrogarla nuovamente.
Forse i Tarocchi non devono conoscere il futuro
Quando apriamo un mazzo di Tarocchi vorremmo spesso sapere cosa ci aspetta.
È comprensibile.
L’incertezza è scomoda.
Una risposta sembra più rassicurante di una possibilità.
Ma forse il valore dei Tarocchi non dipende dalla capacità di raccontarci oggi quello che succederà domani.
Una carta può costringerci a guardare una situazione da un punto di vista che non avevamo considerato.
Può far emergere una paura.
Un desiderio.
Una contraddizione.
Una possibilità.
E a quel punto la domanda più interessante potrebbe non essere più:
“Che cosa mi succederà?”
Ma:
“Ora che ho visto questa possibilità, che cosa scelgo di fare?”
Perché il futuro, ammesso che le carte riescano davvero a intravederne qualcosa, dovrai comunque viverlo tu.